Fondo perduto per le Startup: arriva il piano Smart Money

di Michele Aquilino
fondo perduto per le startup

Parte Smart Money, il piano coordinato da Invitalia per sostenere le Startup Innovative. Contributi a fondo perduto per sostenere specifici piani di attività. Fino a 10.000 euro per ogni Startup. Ecco chi può accedere e a quali condizioni.

Con la misura Smart Money, in arrivo risorse per le Startup Innovative. Con il decreto attuativo – pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 14 dicembre 2020 – si sbloccano le risorse previste nel Decreto Rilancio. In soldoni, vengono messi sul piatto contributi a fondo perduto per le Startup, da utilizzare per ottenere risorse dal c.d. ecosistema dell’innovazione. L’Italia, dunque, prova a scommettere sull’innovazione e sulle nuove tecnologie. Parliamo di un settore che non conosce crisi – circa 2000 nuove Startup nate nell’annus horribilis 2020 – e che anzi si esalta ancor più nei momenti di maggiore difficoltà.

Prima di conoscere i dettagli di questi nuovi benefici, individuiamo i cosiddetti attori dell’ecosistema dell’innovazione. Essi sono i soggetti che metteranno a disposizione delle Startup le proprie risorse, grazie ai contributi erogati dal piano Smart Money. I suddetti attori sono ricompresi nelle seguenti categorie:

  • incubatori certificati e acceleratori;
  • innovation hub (ovvero gli organismi che forniscono alle imprese servizi per introdurre tecnologie, sviluppare progetti di trasformazione digitale, accedere all’ecosistema dell’innovazione a livello regionale, nazionale ed europeo);
  • organismi di ricerca.

Leggi di più: Decreto Rilancio e Startup Innovative: tutte le misure

Chi può accedere ai contributi a fondo perduto?

Il decreto 18 settembre 2020, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 14 dicembre 2020, presenta un elenco di requisiti molto specifici per accedere ai contributi a fondo perduto riservati alle Startup. Le imprese che possono richiedere di accedere a Smart Money, in particolare:

  • sono classificabili come piccole imprese, ai sensi di quanto previsto all’allegato 1 del regolamento di esenzione;
  • sono regolarmente costituite da meno di 24 mesi e iscritte nell’apposita sezione speciale del registro delle imprese;
  • si trovano nelle prime fasi di avviamento dell’attivita’ o nella prima fase di sperimentazione dell’idea d’impresa (pre-seed), oppure sono nella fase di creazione della combinazione product/market fit (seed);
  • hanno sede legale e operativa ubicata su tutto il territorio nazionale;
  • non rientrano tra le imprese che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea;
  • hanno restituito agevolazioni godute per le quali è stato disposto dal Ministero un ordine di recupero;
  • sono nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non sono in liquidazione volontaria e non sono sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatorie;
  • non hanno subito la sanzione interdittiva di cui all’art. 9, comma 2, lettera d), del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231 e successive modificazioni e integrazioni;
  • hanno legali rappresentanti o amministratori che non siano stati condannati, con sentenza definitiva o decreto penale di condanna divenuto irrevocabile o sentenza di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell’art. 444 del codice di procedura penale, per i reati che costituiscono motivo di esclusione di un operatore economico dalla partecipazione a una procedura di appalto o concessione ai sensi della normativa in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture vigente alla data di presentazione della domanda;
  • non sono operanti nei settori dell’agricoltura primaria, della pesca e dell’acquacoltura.

Possibilità per i gruppi informali

Il decreto prevede, inoltre, l’accesso al contributo per le persone fisiche che intendono costituire una Startup Innovativa, purché l’impresa sia formalmente costituita entro e non oltre 30 giorni dalla data della comunicazione di ammissione alle agevolazioni; entro il medesimo termine, l’impresa deve, altresì, inoltrare domanda di iscrizione al registro delle imprese, sia nella sezione ordinaria, sia nella sezione speciale.

Leggi di più: 200 milioni per le Startup: il decreto in Gazzetta Ufficiale

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Smart Money: ogni Startup deve presentare il piano di attività

Detto dei requisiti soggettivi, non bisogna dimenticare che il contributo a fondo perduto è previsto per le Startup che abbiano presentato un progetto di sviluppo per l’impiego delle risorse che riceveranno. Il progetto – o piano di attività – deve:

  • essere basato su una soluzione innovativa da proporre sul mercato, già individuata al momento della presentazione della domanda di agevolazione, sebbene da consolidare negli aspetti più operativi, che soddisfi esigenze che rendano il progetto scalabile;
  • prevedere l’impegno diretto dei soci dell’impresa proponente e/o di un team dotati di capacità tecniche e gestionali adeguate, in termini di apporto tecnologico e lavorativo, o in alternativa prevedere il consolidamento del team e di tali capacità tramite la ricerca di professionalità reperibili sul mercato;
  • essere finalizzato a realizzare il prototipo (Minimum Viable Product) o la prima applicazione industriale del prodotto o servizio per attestare i feedback dei clienti e/o investitori.

Le tipologie di servizi acquisibili

Ogni piano di attività deve svilupparsi su un arco temporale di almeno 12 mesi. Ogni progetto, sviluppato sulla base delle caratteristiche appena viste, deve essere finalizzato all’acquisizione di servizi – utili alla realizzazione del piano di attività presentato – forniti dagli attori dell’ecosistema dell’innovazione (visti sopra) e che il decreto ricomprende fra i seguenti:

  • la consulenza organizzativa, operativa e strategica finalizzata allo sviluppo e all’implementazione del progetto;
  • la gestione della proprietà intellettuale;
  • il supporto nell’autovalutazione della maturità digitale;
  • lo sviluppo e lo scouting di tecnologie;
  • la prototipazione, ad esclusione del prototipo funzionale;
  • i lavori preparatori per campagne di crowfunding;
  • solo se associata alla fornitura di servizi rientranti negli ambiti che precedono, la messa a disposizione dello spazio fisico e dei relativi servizi accessori di connessione e networking necessari per lo svolgimento delle attività di progetto.

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Importo e modalità dei benefici

Il contributo a fondo perduto può avere un importo massimo di 10.000 euro per ogni Startup ed è pari all’80% del valore del piano di attività presentato. I costi necessari per lo sviluppo del piano, dunque, possono avere un valore massimo di 12.500 euro per sfruttare a pieno la copertura a fondo perduto dell’80% degli investimenti.

In caso di piani con un valore complessivo superiore a 12.500 euro, il contributo a fondo perduto resta fermo a 10.000 euro. In ogni caso, la singola Startup non può superare il tetto dei 200.000 euro di aiuti nell’arco di 3 esercizi. Bisognerà dunque prestare attenzione anche ad ulteriori forme di sostegno ottenute negli ultimi anni.

I piani di attività hanno altresì un valore complessivo minimo, pari a 10.000 euro (iva esclusa). Le spese finanziate, inoltre, dovranno essere:

  • pagate obbligatoriamente attraverso conti correnti intestati all’impresa beneficiaria e con modalità che consentano la piena tracciabilità del pagamento e l’immediata riconducibilità dello stesso alla relativa fattura;
  • sostenute fra la data di presentazione della domanda di agevolazione e i 18 mesi successivi alla data di adozione della delibera di ammissione.

Scarica il decreto

Scarica in pdf il testo del decreto per verificare in dettaglio le possibilità di accesso per la tua Startup Innovativa:

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