Rientro dei Cervelli 2021: le novità nella Legge di Bilancio

di Michele Aquilino
rientro dei cervelli 2021

I lavoratori impatriati, ossia gli italiani e gli stranieri che (ri)prendono la residenza in Italia dopo un periodo di lavoro all’estero, godono di una tassazione molto agevolata. La Legge di Bilancio 2021 ha esteso le agevolazioni per il c.d. “Rientro dei cervelli”. Vediamo insieme importi e condizioni.

Nel 2015 (articolo 16, comma 1, D.Lgs 147/2015) è stato introdotto un regime di tassazione agevolata per i c.d. impatriati. Questa misura, nota anche come Rientro dei Cervelli e valida anche per il 2021, è nata con lo scopo di incentivare l’ingresso (di lavoratori stranieri) o il rientro (di lavoratori italiani) in Italia di risorse umane, spesso giovani e molto qualificate, che hanno trascorso periodi di formazione e lavoro all’estero. Si tratta certamente di una strategia volta ad incrementare la competitività internazionale del nostro Paese.

La normativa sul Rientro dei Cervelli è stata successivamente modificata in un paio di occasioni, fino all’ultimo intervento nella recente Legge di Bilancio 2021. Vediamo dunque insieme in cosa consiste questa rilevante agevolazione e quali sono le condizioni per ottenere i benefici del Rientro dei Cervelli nel 2021.

Rientro dei Cervelli 2021: le condizioni per le agevolazioni

Per poter godere di questa forma di detassazione, che fra poco vedremo nel dettaglio, bisogna rispettare due condizioni di base. In particolare:

  • il lavoratore non è stato residente in Italia nei due periodi d’imposta precedenti il trasferimento e si impegna a risiedervi per almeno due anni;
  • l’attività lavorativa è svolta prevalentemente nel territorio italiano.

Una precisazione importante riguarda il primo punto, relativo al concetto di residenza. Dal momento che la residenza è riferita alla nozione di periodo d’imposta (che per le persone fisiche coincide con l’anno solare: 1° gennaio – 31 dicembre), dobbiamo assumere che valga il concetto di residenza fiscale. Stante l’attuale formulazione dell’art. 2, c. 2 del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, c.d. Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR)

“si considerano residenti le persone che per la maggior parte del periodo di imposta sono iscritte nelle anagrafi della popolazione residente o hanno nel territorio dello Stato il domicilio o la residenza “

art. 2, c. 2 – TUIR

Questa precisazione ci fa capire che non è necessario risiedere all’estero per un periodo pari ad almeno 730 giorni (365 x 2), ma è sufficiente risiedere all’estero per la maggior parte (almeno 183 giorni) di due anni solari consecutivi.

Leggi di più: Paesi Black List 2021: elenco aggiornato dei Paradisi Fiscali

Esempio 1

Mario lavora e risiede in Francia dal 26 aprile 2019 al 4 agosto 2020, per un periodo complessivo di 467 giorni.

Periodo di residenza all’estero nel 2019 = 250 giorni

Periodo di residenza all’estero nel 2020 = 217 giorni

Mario risulta fiscalmente residente all’estero per due periodi di imposta consecutivi, dunque rispetta il requisito relativo alla residenza e può accedere all’agevolazione per i lavoratori impatriati.

Esempio 2

Sara lavora e risiede in Germania dal 13 settembre 2018 al 21 maggio 2020, per un periodo complessivo di 617 giorni.

Periodo di residenza all’estero nel 2018 = 110 giorni

Periodo di residenza all’estero nel 2019 = 365 giorni

Giorni di residenza all’estero nel 2020 = 142 giorni

Sara risulta fiscalmente residente all’estero solo per l’anno 2019, visto che nel 2018 e nel 2020 non arriva al minimo di 183 giorni (o 184 per il 2020, anno bisestile, a scanso di equivoci). Pertanto, pur essendo stata residente all’estero per più tempo rispetto a Mario (617 giorni contro 467), non rispetta il requisito relativo alla residenza e non può accedere all’agevolazione per i lavoratori impatrati.

Leggi di più: Residenza fiscale: definizione, disciplina e risvolti fiscali

Rientro dei Cervelli: agevolazione del 70%

Per i contribuenti che soddisfano le condizioni viste sopra, è prevista una riduzione della base imponibile relativa a:

  • redditi di lavoro dipendente (e assimilati);
  • redditi di lavoro autonomo.

La base imponibile, in particolare, viene abbattuta del 70% nel periodo d’imposta in cui la residenza viene trasferita e nei successivi 4. Questo significa che per 5 anni, su una base imponibile che normalmente sarebbe di 30.000 euro, ad esempio, si tasserebbe solo un importo di 9.000 euro, mentre i restanti 21.000 euro sarebbero esentasse.

I benefici si applicano per altri cinque periodi d’imposta ai lavoratori con almeno un figlio minorenne o a carico e a quelli che diventano proprietari di almeno un’unità immobiliare residenziale in Italia dopo il trasferimento o nei 12 mesi precedenti. Per il periodo di prolungamento, i redditi agevolati concorrono alla formazione dell’imponibile per il 50% del loro ammontare ovvero per il 10% in caso di lavoratori con almeno tre figli minorenni o a carico.

Leggi di più: Pin Agenzia delle Entrate per italiani residenti all’estero

Rientro dei Cervelli: agevolazione del 90%

Sempre sugli stessi redditi, e sempre se sono rispettati i requisiti previsti, la riduzione della base imponibile sale fino al 90% per chi, al rientro in Italia, trasferisce la propria residenza in:

  • Abruzzo;
  • Molise;
  • Campania;
  • Puglia;
  • Basilicata;
  • Calabria;
  • Sardegna;
  • Sicilia.

In questo caso, quindi, si tassa solo il 10% dei redditi da lavoro dipendente e/o autonomo percepiti. Restando sul precedente esempio dei 30.000 euro, 27.000 sarebbero esentasse e solo 3.000 verrebbero tassati.

I benefici si applicano per altri cinque periodi d’imposta ai lavoratori con almeno un figlio minorenne o a carico e a quelli che diventano proprietari di almeno un’unità immobiliare residenziale in Italia dopo il trasferimento o nei 12 mesi precedenti. Per il periodo di prolungamento, i redditi agevolati concorrono alla formazione dell’imponibile per il 50% del loro ammontare ovvero per il 10% in caso di lavoratori con almeno tre figli minorenni o a carico.

Leggi di più: Verifica Partita IVA: la Guida aggiornata per il 2021

rientro dei cervelli

Legge di Bilancio 2021: ampliamento dell’estensione quinquennale

La Legge di Bilancio 2021 ha previsto un’ampliamento degli incentivi. In particolare, è stabilito che l’estensione di ulteriori 5 anni – vista appena sopra – valga anche per i contribuenti che possiedono i seguenti requisiti:

  • sono stati iscritti all’AIRE o sono cittadini di Stati membri UE;
  • hanno già trasferito la residenza prima dell’anno 2020 e alla data del 31 dicembre 2019 risultano beneficiari del regime in questione;
  • hanno almeno un figlio minorenne o a carico (anche in affido preadottivo) oppure diventano proprietari di almeno un’unità immobiliare di tipo residenziale* in Italia, successivamente al trasferimento in Italia o nei dodici mesi precedenti al trasferimento.

*l’unità immobiliare può essere acquistata direttamente dal lavoratore oppure dal coniuge, dal convivente o dai figli, anche in comproprietà.

Novità: Lavoratori Impatriati: nuovi limiti dall’Agenzia Entrate

Cosa fare per ottenere l’estensione introdotta dalla Legge di Bilancio 2021?

Per accedere all’estensione temporale di 5 anni delle agevolazioni per il Rientro dei Cervelli i lavoratori devono esercitare un’apposita opzione, effettuando un versamento. Stiamo parlando, in particolare, di: 

  • un importo pari al 10% dei redditi di lavoro dipendente di lavoro autonomo prodotti in Italia oggetto dell’agevolazione, relativi al periodo d’imposta precedente a quello di esercizio dell’opzione, se il soggetto al momento dell’esercizio dell’opzione (sufficiente una sola delle due condizioni):
    • ha almeno un figlio minorenne, anche in affido preadottivo, oppure
    • è diventato proprietario di almeno un’unità immobiliare di tipo residenziale in Italia, successivamente al trasferimento in Italia o nei dodici mesi precedenti al trasferimento, oppure diviene proprietario dell’immobile entro diciotto mesi dalla data di esercizio dell’opzione;
  • un importo pari al 5% dei redditi di lavoro dipendente di lavoro autonomo prodotti in Italia oggetto dell’agevolazione, relativi al periodo d’imposta precedente a quello di esercizio dell’opzione, se il soggetto al momento dell’esercizio dell’opzione (necessarie entrambe le condizioni):
    • ha almeno tre figli minorenni, anche in affido preadottivo
    • diventa o è diventato proprietario di almeno un’unità immobiliare di tipo residenziale in Italia, successivamente al trasferimento in Italia o nei dodici mesi precedenti al trasferimento, ovvero ne diviene proprietario entro diciotto mesi dalla data di esercizio dell’opzione.
Vuoi conoscere le modalità operative per esercitare l’opzione? Leggi l’articolo Estensione Bonus Impatriati: modalità e codici tributo

Come si può fruire dei benefici per i lavoratori impatriati?

Per sapere come adattare il tuo rapporto di lavoro al fine di fruire delle agevolazioni oppure – in alternativa – come ottenere il beneficio direttamente in Dichiarazione dei redditi, ti consiglio di leggere l’apposito articolo cliccando su questo link.

Leggi di più: Aliquote IRPEF 2021: scaglioni, tabelle, esempio di calcolo

Articoli Correlati

Questo sito o gli strumenti di terze parti in esso integrati trattano dati personali (es. dati di navigazione o indirizzi IP) e fanno uso di cookie o altri identificatori necessari per il funzionamento e per il raggiungimento delle finalità descritte nella cookie policy. Dichiari di accettare l’utilizzo di cookie o altri identificatori chiudendo o nascondendo questa informativa, proseguendo la navigazione di questa pagina, cliccando un link o un pulsante o continuando a navigare in altro modo. Accetta Leggi di più