Microprestito Regione Puglia con il 20% a fondo perduto

di Francesco Aquilino
964 visualizzazioni
microprestito regione puglia

La Regione Puglia stanzia 750 milioni per fronteggiare l’emergenza Covid-19. Pubblicati i primi bandi relativi alle misure di sostegno alle imprese. Le PMI possono accedere al nuovo Microprestito della Regione Puglia. Finanziamenti a tasso zero tra i 5.000 e i 30.000 euro, di cui il 20% a fondo perduto. Scopri i requisiti richiesti e le modalità per accedere al finanziamento.

La risposta della Regione Puglia all’emergenza Covid-19 arriva in ritardo rispetto ad altre regioni, ma è di sicuro una risposta importante. La Giunta regionale pugliese ha varato una manovra economica da 750 milioni di euro. Di questi: 551 sono destinati al sostegno alle imprese, 59 alla sanità, 29 alla ricerca, 30 alla lotta alla povertà e 124 ad aiutare lavoratori autonomi e partite Iva in difficoltà. Pubblicati i primi bandi relativi alle misure di sostegno alle imprese. L’intervento più importante, per numero di potenziali beneficiari e dotazione finanziaria, è indubbiamente il Microprestito – Circolante. La misura si sostanzia in un finanziamento a tasso zero, con la possibilità, inoltre, di ottenere una cospicua fetta a fondo perduto. Scopriamo quindi tutti i dettagli relativi al nuovo Microprestito della Regione Puglia.

Leggi di più: Contributi a fondo perduto nel Decreto Rilancio

Nuovo Microprestito della Regione Puglia: caratteristiche del finanziamento

La nuova misura gestita da Puglia Sviluppo S.p.A. consente alle microimprese con sede operativa in Puglia di ottenere un finanziamento di importo compreso tra i 5.000 e i 30.000. L’importo del finanziamento non è scelto opzionalmente, ma determinato sulla base di ricavi/compenso/fatturato dell’anno 2019. Il suo ammontare è quindi pari:

  • a 30.000 euro per le imprese che hanno registrato ricavi/compenso/fatturato compresi tra 120.000 euro e 400.000 euro;
  • al 25% di ricavi/compenso/fatturato del 2019, se compresi tra 40.000 euro e 120.000 euro;
  • a 10.000 euro per le imprese che hanno registrato ricavi/compenso/fatturato compresi tra 20.000 euro e 40.000 euro;
  • a 5.000 euro per le imprese che hanno registrato ricavi/compenso/fatturato inferiori a 20.000 euro.

L’agevolazione è concessa per l’80% nella forma del finanziamento a tasso zero e per il restante 20% nella forma dell’assistenza rimborsabile, quindi a fondo perduto. In concreto, le imprese iniziano a restituire il finanziamento solo una volta trascorsi 12 mesi dall’erogazione (preammortamento). La restituzione del finanziamento avviene, senza interessi, nei successivi 5 anni in 60 rate mensili posticipate di pari importo. Ma alle imprese che risulteranno in regola con la restituzione delle prime 48 rate è riconosciuto l’abbuono totale delle ultime 12.

Il finanziamento è erogato su un conto corrente dedicato. Dallo stesso conto devono essere sostenute, nei 12 mesi successivi all’erogazione, spese di funzionamento almeno pari all’importo ottenuto. Trascorsi i 12 mesi, tali spese dovranno essere opportunamente rendicontate entro 30 giorni, accompagnate dall’asseverazione di un Commercialista. Nel caso in cui non vengano spese tutte le somme erogate dalla regione, si rischia di andare incontro ad una revoca, anche parziale, del finanziamento.

Leggi di più: Bonus Aprile e Maggio 2020: beneficiari e importi

Chi può accedere al nuovo Microprestito della Regione Puglia?

Possono accedere al finanziamento le Microimprese, compresi i lavoratori autonomi, regolarmente iscritte al Registro delle Imprese. Sono Microimprese le imprese che occupano meno di 10 persone e che realizzano un fatturato annuo o un totale di bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro.

Le forme giuridiche ammesse sono:

  • ditta individuale;
  • s.n.c. (società in nome collettivo);
  • s.a.s. (società in accomandita semplice);
  • società cooperativa;
  • s.r.l (società a responsabilità limitata, anche unipersonale o semplificata).

Non sono ammesse le imprese:

  • che hanno un finanziamento in atto con la Regione Puglia, di cui non è stato ancora ultimato il programma di spese e che al 31 dicembre 2019 non abbiano più di 3 rate del finanziamento insolute;
  • che abbiano emesso la prima fattura attiva o abbiano percepito il primo corrispettivo dopo il 31 dicembre 2019, fatte salve le imprese costituite dal 1 gennaio 2020 al 29 febbraio 2020;
  • le cui quote siano detenute in maggioranza da altre imprese;
  • che abbiano generato ricavi/compensi/fatturato annuali fino a € 400.000;
  • che presentino una perdita superiore al 20% dei ricavi/compensi/fatturato;
  • in liquidazione volontaria, sottoposte a procedure esecutive e concorsuali o con protesti bancari.

Sono espressamente esclusi i seguenti settori:

  • pesca e acquacoltura;
  • produzione primaria dei prodotti agricoli;
  • trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, in alcuni casi elencati nell’allegato I del Trattato CE;
  • esportazione verso paesi terzi o Stati membri;
  • carboniero;
  • trasporto di merci su strada per conto terzi, limitatamente agli aiuti destinati all’acquisto di veicoli;
  • costruzione navale;
  • siderurgia;
  • fibre sintetiche;
  • fornitura e produzione di energia, acqua e gestione di reti fognarie;
  • attività riguardanti le lotterie, le scommesse e le case da gioco
  • attività di organizzazioni associative.

L’elenco completo dei codici attività ammissibili è riportato nell’Allegato 1 consultabile sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 80 del 4-6-2020.

Leggi di più: Elenco completo dei Codici Ateco 2020

Come si presenta l’istanza di agevolazione?

L’istanza di agevolazione può essere presentata esclusivamente per via telematica. Il termine ultimo di presentazione è il 31 dicembre 2020. Per presentare la domanda è necessario iscriversi al portale Sistema Puglia. L’impresa deve essere in possesso di firma digitale ed essere titolare di conto corrente business anche non dedicato esclusivamente al progetto. Trattandosi di un avviso a sportello, esso è attivo fino ad esaurimento fondi. La dotazione totale è di ben 248 milioni di euro.

Leggi di più: Resto al sud, contributi a fondo perduto per nuove attività

Articoli Correlati

Questo sito o gli strumenti di terze parti in esso integrati trattano dati personali (es. dati di navigazione o indirizzi IP) e fanno uso di cookie o altri identificatori necessari per il funzionamento e per il raggiungimento delle finalità descritte nella cookie policy. Dichiari di accettare l’utilizzo di cookie o altri identificatori chiudendo o nascondendo questa informativa, proseguendo la navigazione di questa pagina, cliccando un link o un pulsante o continuando a navigare in altro modo. Accetta Leggi di più