Assegno unico 2022: domanda dal 1° gennaio

di Antonella Salzarulo
assegno unico 202

Al via le domande per l’assegno unico 2022, il beneficio economico rivolto a tutte le famiglie con uno o più figli a carico senza limiti di reddito.

Dopo l’assegno ponte, beneficio economico rivolto solo alle categorie che non ricevono gli assegni al nucleo familiare e con precisi limiti ISEE, a partire dal 1° gennaio 2022 è possibile presentare domanda per l’assegno unico 2022. Questa volta il beneficio è rivolto a tutte le famiglie per ogni figlio a carico e senza limitazioni di reddito. Vediamo come funziona nello specifico.

Assegno unico 2022: che cos’è

Sotto il profilo demografico l’Italia è purtroppo uno dei paesi con il più basso tasso di natalità al mondo. Ce lo dice l’ISTAT. Con l’introduzione dell’Assegno unico e universale infatti, il Governo intende affrontare il problema e contribuire alla ripresa della natalità in Italia. Ma questo è solo uno degli interventi previsti dal “Family Act“, ovvero la riforma delle politiche della famiglia. Il fine è sicuramente quello di incentivare, riorganizzare e semplificare il sistema di aiuti a sostegno delle stesse.

Ma vediamo nello specifico di cosa si tratta.

L’Assegno unico 2022, c.d. assegno unico e universale:

  • è un aiuto economico rivolto a tutte le famiglie per ogni figlio a carico;
  • viene erogato dall’INPS sulla base dell’ISEE del nucleo familiare di appartenenza;
  • segue criteri di:
    • universalità: tutte le fasce di reddito ne hanno diritto;
    • progressività: l’importo aumenta al diminuire dell’ISEE;
  • sarà erogato dall’INPS a partire da marzo 2022 e le domande potranno essere inoltrate a partire dal 1° gennaio 2022.

Come funziona

Per i mesi di gennaio e febbraio 2022 nulla cambia. A partire da marzo 2022 invece verrà erogato a chi ne avrà fatto richiesta, il c.d. Assegno unico 2022. Ma quale sarà il funzionamento dell’assegno unico e universale? Di seguito un breve riepilogo.

L’assegno unico 2022:

  • è rivolto alle famiglie con figli a carico, per ogni figlio, dal 7° mese di gravidanza fino ai 21 anni di età;
  • può essere chiesto entro 120 giorni dalla nascita di un nuovo figlio, dal 7° mese di gravidanza e per ogni figlio a carico fino ai 21 anni di età;
  • sostituisce alcuni contributi economici statali rivolti alle famiglie con figli (a partire da marzo 2022);
  • è riconosciuto, a chi ne fa domanda, a decorrere dal mese di marzo e comunque entro 60 giorni dalla domanda;
  • si ottiene mediante accredito su IBAN o mediante bonifico domiciliato;
  • non concorre alla formazione del reddito complessivo.

Contributi economici sostituiti dall’assegno unico 2022

Come già detto, per i mesi di gennaio e febbraio 2022 nulla cambia. A partire da marzo 2022 invece, l’Assegno sostituirà:

  • il Premio alla nascita;
  • l’Assegno:
    • di natalità;
    • ai nuclei familiari con almeno 3 figli minori;
    • per il nucleo familiare;
  • alcune detrazioni per carichi di famiglia;
  • il Fondo di sostegno alla natalità;
  • l’Assegno temporaneo per i figli.

Ciò che rimane in vigore invece è il Bonus asilo nido e per forme di assistenza presso la propria abitazione.

Come fare per ottenere l’assegno unico

A partire dal 1° gennaio 2022 è possibile fare domanda per l’assegno unico direttamente dal sito internet dell’INPS oppure tramite istituti di patronato.

Prima di fare domanda è consigliabile presentare la certificazione ISEE aggiornata per ottenere un assegno proporzionato. Al contrario, coloro che presenteranno la domanda senza allegare la certificazione ISEE otterranno l’importo minimo previsto, indipendentemente dal reddito effettivo.

La domanda può essere presentata da un genitore o da chi esercita la responsabilità genitoriale. Mentre, su richiesta, l’assegno è riconosciuto in pari misura tra coloro che esercitano la responsabilità genitoriale.

Per ottenere l’assegno, è necessario:

  • essere:
    • cittadino italiano o di uno Stato membro dell’Unione europea, o suo familiare, titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, oppure cittadino di uno Stato non appartenente all’Unione europea in possesso del permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo o sia titolare di permesso unico di lavoro autorizzato a svolgere un’attività lavorativa per un periodo superiore a 6 mesi, o sia titolare di permesso di soggiorno per motivi di ricerca, autorizzato a soggiornare in Italia per un periodo superiore a 6 mesi;
    • soggetti al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia;
    • residente e domiciliato in Italia;
    • o essere stato residente in Italia per almeno 2 anni, anche non continuativi, oppure essere titolari di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno semestrale;
  • che il figlio a carico con un’età compresa tra i 18 e i 21 anni soddisfi una delle seguenti condizioni:
    • frequenti un corso di formazione scolastica o professionale, oppure un corso di laurea;
    • svolga un tirocinio oppure un’attività lavorativa e possieda un reddito complessivo inferiore a € 8.000 annui;
    • sia registrato come disoccupato e in cerca di un lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego;
    • svolga il servizio civile universale.

Compatibilità

E’ utile sapere che l’assegno unico 2022 è compatibile con la fruizione di eventuali altre prestazioni sociali a favore dei figli a carico erogate dalle regioni, dalle Province autonome di Trento e di Bolzano e dagli enti locali. Inoltre l’assegno è compatibile anche con il Reddito di cittadinanza.

Assegno unico 2022: gli importi

Per quanto riguarda gli importi spettanti, ne abbiamo già fatto cenno nell’articolo “Assegno unico figli: la guida completa“. Lo stesso vale per le maggiorazioni previste per figli a carico con disabilità, per le madri con età inferiore ai 21 anni, per le famiglie con più di 4 figli, ecc.

Tuttavia, sul sito dell’INPS è possibile simulare l’importo spettante a seconda:

  • del numero dei figli (minorenni e maggiorenni fino al compimento del 21esimo anno di età);
  • della presenza o meno di figli a carico con disabilità;
  • dell’età della madre;
  • dell’ISEE (se allegato alla domanda);
  • di eventuali altre maggiorazioni previste.

Leggi di più: ISEE 2021: regole per il calcolo e come richiederlo

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