Novità sulla Dichiarazione IVA 2020

di Antonella Salzarulo
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Non hai versato regolarmente l’IVA periodica ma hai rateizzato il debito successivamente? Nell’ultimo mese o trimestre del 2019 hai maturato un credito IVA? Di seguito ti elenchiamo alcune novità sulla Dichiarazione IVA 2020!

Anche quest’anno ci sono novità sulla Dichiarazione IVA 2020. L’ Agenzia delle Entrate chiarisce che il credito IVA dell’ultimo periodo non può essere compensato con le rate dei debiti derivanti dall’omesso versamento dell’IVA periodica.

Infatti, se il contribuente, non ha versato l’IVA periodica, gli importi non possono essere considerati nel quadro VL della Dichiarazione IVA 2020. In esso andrà indicato soltanto l’ammontare di IVA periodica versata.

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Versamenti rateali e quadro VL

Nel caso in cui il contribuente:

  • non abbia versato l’IVA periodica;
  • abbia ricevuto una comunicazione di irregolarità e provveduto a rateizzare il debito;
  • sia in regola con i versamenti previsti dal piano di rateazione concordato

nella Dichiarazione IVA 2020 andranno indicati solo i versamenti effettuati a titolo di imposta fino alla data di presentazione della dichiarazione.

E’ esclusa la possibilità di presentare successivamente una dichiarazione IVA integrativa a favore, da cui emerga un credito corrispondente alle rate versate dopo il termine di presentazione della Dichiarazione.

Dichiarazione IVA 2020 e credito maturato

Ebbene, negli anni successivi, con il regolare versamento delle rate, maturerà un credito IVA. Il credito IVA maturato a seguito di versamenti non spontanei di IVA periodica potrà essere indicato nel nuovo quadro VQ della Dichiarazione IVA 2020. Inoltre, tale credito confluirà nel nuovo rigo VL 12, concorrendo così alla determinazione del credito IVA annuale.

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Le novità della Dichiarazione IVA 2020

Le istruzioni messe a disposizione sul sito dell’Agenzia delle Entrate chiariscono quali sono i dati da indicare nel nuovo quadro VQ della Dichiarazione IVA 2020. Nella colonna:

  • 1: anno d’imposta dell’IVA non versata:
  • 2: la differenza tra IVA periodica dovuta e IVA periodica omessa;
  • 3: la differenza tra il credito che si sarebbe generato qualora l’Iva periodica dovuta fosse stata versata e il credito effettivo del rigo VL33;
  • 4: ammontare dell’IVA periodica versata, a seguito di comunicazioni d’irregolarità e/o di cartelle di pagamento, fino alla data di presentazione della Dichiarazione IVA relativa all’anno d’imposta precedente. Attenzione! Nella Dichiarazione Iva 2020 la colonna 4 non può essere compilata, così come le colonne 5, 6 e 7;
  • 5: ammontare dell’IVA periodica versata, a seguito di comunicazioni d’irregolarità (quota d’imposta dei versamenti effettuati con codice 9001 e anno di riferimento di colonna 1), nel periodo compreso tra il giorno successivo alla data di presentazione della Dichiarazione relativa al 2018 e la data di presentazione della Dichiarazione relativa al 2019;
  • 6: ammontare dell’IVA periodica versata, a seguito di cartelle di pagamento, nel periodo compreso tra il giorno successivo alla data di presentazione della Dichiarazione IVA 2019 e la data di presentazione della Dichiarazione IVA 2020;
  • 7, l’ammontare del credito che matura per effetto dei versamenti esposti nelle precedenti colonne 5 e 6;
  • 8: il codice fiscale del soggetto cui si riferiscono i versamenti se diverso dal soggetto che presenta la Dichiarazione.

Si ricorda che, con il Decreto Cura Italia è intervenuto su diverse scadenze fiscali, sia in tema di versamenti sia in tema di adempimenti. Per quanto riguarda la Dichiarazione IVA 2020, la nuova scadenza è il 30 giugno 2020.

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